Il parere del medico per la primavera

Prima di parlare più diffusamente dei prodotti che generosamente questa stagione ci offre,  permettetemi  di rammentare alcune norme generali che valgono 365 giorni all’anno e riguardanti una corretta alimentazione. Con l’eccezione di quei soggetti che hanno accertate e comprovate allergie alimentari (come i pazienti affetti da celiachia, da intolleranza al lattosio, al nichel o altro) ricordiamoci che noi siamo ciò che mangiamo per cui una dieta (che in greco antico significa stile di vita) variegata, sana ed equilibrata è di fondamentale importanza per il nostro benessere fisico e psichico. E allora mangiamo di tutto ma con moderazione, rispettando quanto il nostro corpo ci dice: se stentiamo a digerire alcuni prodotti, evitiamoli; se bere due bicchieri di vino ci appesantisce, riduciamo la dose; se alcuni cibi ci creano problemi intestinali, limitiamone l’uso.

Modello di riferimento per la nostra alimentazione sia la cosiddetta piramide alimentare che altro non è che la rappresentazione grafica della dieta mediterranea, basata sul consumo prevalente di carboidrati (pane, pasta, legumi, riso – meglio se integrali -) ad ogni pasto accompagnati sempre da verdura e frutta, conditi con grassi vegetali (olio di oliva) ma in modica quantità, assumendo proteine o da prodotti vegetali (legumi nelle loro diverse varietà e nelle diverse lavorazioni) o da cibi di derivazione animale (latte e suoi derivati, carni e pesci). Ricordiamoci che consumare le proteine una volta al giorno, in particolare quelle animali, è più che sufficiente (con alcune eccezioni) per i fabbisogni nutrizionali di un individuo adulto. Anche i dolci e gli zuccheri raffinati devono essere consumati con molta parsimonia (detto poi da un golosone come me assume ancora più significato!!!)

Al termine di un inverno spesso freddo, con poche ore di luce e di sole, come gli animali che escono dal letargo per un nuovo ciclo vitale anche il nostro corpo ha bisogno di depurarsi e di rigenerarsi. Ed ecco che madre natura ci mette  a disposizione una meravigliosa varietà di prodotti per soddisfare queste nostre esigenze. Non è possibile analizzare uno per uno tutti i frutti e tutte le verdure che la primavera ci offre ma si cercherà di considerarne alcuni in modo più approfondito. Detto che sia la frutta che la verdura molto colorata (rossa, gialla, arancione, colori che indicano la presenza di flavonoidi e vit. E) sono particolarmente ricche di antiossidanti, cioè di quelle sostanze naturalmente protettive contro la trasformazione delle cellule verso forme cancerogene e che contrastano l’invecchiamento, presentiamo alcuni prodotti tipicamente stagionali con più attenzione.

ASPARAGI: verdura ricchissima di fibra non digeribile -indispensabile a tenere regolato il nostro intestino-, rappresenta a mio parere il re degli ortaggi primaverili. Un buon livello di vitamina A, C, E, e di alcune vitamine del gruppo B come l’acido folico lo rendono una miniera di questi  micronutrienti, la discreta quantità di cromo (oligoelemento importantissimo nel metabolismo del glucosio), la presenza dell’asparagina (aminoacido essenziale e diuretico naturale) e dell’inulina (zucchero non assimilabile dal nostro organismo ma preziosismo per la nostra flora batterica intestinale) completano le benefiche proprietà disintossicanti e depurative dell’asparago.

CICORIE: da non confondere con lattughe e indivie, presentano generalmente un sapore amarognolo per la presenza di acido cicorico; possono essere consumate sia crude che cotte ( rammentiamo che le foglie vanno raccolte prima della fioritura). Per la presenza di buone quantità di fibra non digeribile e per la capacità di stimolare la produzione di bile sono da considerarsi un ottimo coadiuvante per la digestione e per combattere la stitichezza. Anche le radici, utilizzate per preparazioni galeniche ed officinali, contengono fibra, vitamine e sali minerali.

FAVE E PISELLI FRESCHI: primi tra i legumi a presentarsi in tavola, offrono un apporto proteico di grande utilità; totalmente privi di grassi ma ricchi di carboidrati, fibra, ferro, sali minerali e vitamine vanno utilizzati in alternativa alla carne, al pesce e ai derivati del latte. Stiano però attenti i diabetici a non esagerare per evitare valori di glicemia molto alti e soprattutto le persone affette da favismo (carenza dell’enzima G6PD) per il rischio di  gravi crisi emolitiche, rischio che si corre non solo con il consumo di fave ma anche di piselli freschi.

FRUTTI ROSSI: fragole, ciliegie, ribes, mirtilli, prugne e susine. La frutta vivacemente colorata, così come la verdura di cui già abbiamo parlato, è molto ricca di vitamina C (pensate che 8 fragole contengono tanta vit. C quanto una grossa arancia!) e di antiossidanti, abbastanza ricca di vitamina A e presenta mediamente un basso tenore di zuccheri per cui può essere consumata con moderazione anche dai diabetici. Ottimi come spuntini tra i pasti principali, i frutti rossi possono anche essere utilizzati come dissetanti e/o integratori di sali e zuccheri quando, con l’arrivo del caldo, aumenta la sudorazione e la traspirazione cutanea.

KIWI: possiamo considerarlo come un piccolo scrigno pieno di sostanze preziose: la più alta percentuale di vit. C e di vit. K (attenzione dunque a non assumerlo quando si usano farmaci anticoagulanti orali di vecchio tipo), buone dosi di vit. E e di antiossidanti, la presenza di sali minerali come ferro e rame, il basso tenore di zuccheri e molta fibra ne fanno un ottimo alimento. Da non usare però da chi soffre di diverticolosi del colon o di colon irritabile per l’effetto lassativo che lo contraddistingue.

Infine alcuni consigli su come e quando consumare frutta e verdura. Non ci sono evidenze scientifiche che la frutta a fine pasto sia meglio o peggio che in altri momenti della giornata mentre di sicuro una porzione abbondante di verdura cruda finemente tagliata e con poco olio di oliva come condimento consumata ad inizio pasto è salutare perché riduce l’appetito che spesso sentiamo nel metterci a tavola e favorisce la produzione di succhi gastrici; la verdura cotta consumata con il primo o di contorno al secondo è altrettanto importante (possibilmente calda perché il calore richiama sangue allo stomaco e favorisce la digestione). Ricordiamoci che la cottura spesso altera le proprietà organolettiche della frutta e della verdura: vitamine e antiossidanti spesso vanno perduti o distrutti e i sali minerali dispersi nel liquido di cottura. Impariamo a non buttare l’acqua di cottura delle verdure: rappresenta un ottimo brodo vegetale da utilizzare in cucina per bagnare, ammorbidire e insaporire altri cibi.

Claudio AME’

Direttore Struttura Semplice Dipartimentale

Medicina Interna Oftalmico

ASL TO1 Torino

(Specialista in Ematologia, Medicina Interna e Diabetologia)

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